NFT, social media ed altre applicazioni: McDonald’s e NBA

Chi non ha sentito parlare di NFT almeno una volta? Partiamo ugualmente dalle definizioni.

La sigla NFT sta per Non-Fungible Token e possiamo considerarla una “certificazione” volta ad identificare la proprietà di un prodotto digitale. Ogni token non fungibile viene registrato su blockchain, un sistema digitale che garantisce l’integrità e la tracciabilità di ogni trasferimento di dati. Una caratteristica molto importante da sapere è che ogni token è unico e può essere utilizzato per autenticare la proprietà di beni digitali originali come opere d’arte e registrazioni.

Ma perché così tanto clamore intorno agli NFT? Ogni giorno il numero di collezionisti di queste opere d’arte, la cui unicità è garantita dall’utilizzo della tecnologia blockchain, cresce senza sosta. Artisti e creatori di contenuti in tutto il mondo stanno ottenendo entrate davvero significative grazie alla vendita delle loro opere. Inoltre, almeno in apparenza, gli NFT sono una concreta possibilità di successo per tutti i designer (ma, in generale, per qualsiasi professionista) e ad alimentare il loro proliferarsi è anche il numero ridotto di passaggi per la loro creazione, ovvero:

  • Realizzare un’opera.
  • Trasformarla in un token non fungibile.
  • Inserirla in un marketplace.
  • Venderla al miglior offerente.

Nel caso in cui vi trovaste a promuovere degli NFT sui social media, perché avete a che fare con un cliente che ha realizzato questo tipo di item o semplicemente perché siete voi i diretti interessati possessori di NFT, potete considerare – similmente alla commercializzazione di qualsiasi prodotto o servizio – tutte le attività che solitamente pianificate. Infatti, affinché qualsiasi brand, prodotto o item abbia visibilità e successo, ad esempio sui social media, è necessario individuare un pubblico di destinazione interessato, coinvolgere i follower e convertirli in clienti, il tutto attraverso delle campagne sviluppate ad hoc e settate per obiettivi, placement, target di riferimento e creatività specifiche.

In aggiunta, nel processo di diffusione e commercializzazione degli NFT, vanno considerati soprattutto due elementi chiave riferiti allo specifico mercato.

#1 Community: quando si commercializzano o promuovono NFT, costruire relazioni all’interno delle community NFT è il modo migliore per dare visibilità agli items: i venditori o promotori di NFT possono attingere alle comunità NFT su tutti i social media unendosi a gruppi e forum privati. I gruppi NFT possono condividere qualsiasi cosa, dalle versioni di nuovi prodotti a suggerimenti di marketing o discussioni più generali su evoluzioni e mercati e partecipare alle discussioni a tema sui social media aiuta decisamente a comprendere al meglio il pubblico di riferimento.

#2 Istruzione: se speri di far conoscere e, perché no, vendere NFT ad un vasto pubblico, educare i consumatori potrebbe essere la vera chiave di volta per la creazione di contenuti ad hoc. La maggior parte delle persone non capisce cosa siano gli NFT o come funzionino, eppure molti sono interessati a saperne di più soprattutto rispetto alle opportunità di business ad essi connesse. Inoltre, molti esperti prevedono che gli NFT rappresentino il futuro per tutte le opere creative e, se questo è vero, la domanda di educazione dei consumatori aumenterà considerevolmente.

Inoltre, è bene sottolineare che i token digitali possono essere utilizzati per far vivere al consumatore delle esperienze uniche di acquisto, nel non luogo digitale alla portata di tutti.  Vediamo cosa si può fare per inserire gli NFT in attività “tradizionali”:

  • Sfruttare il collezionismo tradizionale traslandolo sul piano digitale, realizzando nuove collezioni ad hoc.
  • Creare un’esperienza d’acquisto unica per clienti speciali sfruttando la tecnologia blockchain per dare omaggi o regali a chi acquista determinati prodotti o raggiunge una quota di spesa.
  • Indire concorsi che prevedano anche premi speciali in NFT.
  • Realizzare NFT brandizzati per lanciare un evento, una campagna speciale o un nuovo prodotto.

E parlando di esempi concreti, ovvero di aziende che hanno già realizzato strategie ed attività che coinvolgano gli NFT, ecco a voi due case history a tema: parliamo di McDonald’s e NBA.

McDonald’s China, filiale cinese del noto colosso dei fast food, ha rilasciato un set di 188 token non fungibili (NFT) per celebrare il suo 31° anniversario. Battezzati “Big Mac Rubik’s Cube”, gli NFT sono stati distribuiti tra i dipendenti e i consumatori tramite un giveaway: in sostanza, è stato chiesto ai propri follower e utenti di retwittare il tweet di invito al concorso; tra questi, i 10 utenti più fortunati, estratti a sorte da una società indipendente, hanno avuto la possibilità di vincere il McRib NFT; i vincitori sono stati contattati via Twitter, e, dopo aver fornito le proprie generalità e l’indirizzo del loro wallet Ethereum, hanno ricevuto gli NFT. McDonald’s ha stimato che il valore del McRib NFT fosse di 20 dollari. Ma, poiché ne esistono solo 10 in tutto il mondo, è facile ipotizzare che il loro valore possa aumentare e non di poco.

Un’altra azienda che ha già realizzato la sua attività NFT based è la NBA. NBA ha aperto il suo marketplace ufficiale, Top Shot, in cui è possibile acquistare questi NFT. In pratica, se sei appassionato di NBA puoi guardare su YouTube, Twitter o Sky Sport tutte le azioni più belle delle partite appena disputate. Ma, se sei un collezionista, un tifoso sfegatato o, un investitore in criptovalute, hai la possibilità di “possedere” le azioni più belle. Si tratta appunto di highlights di qualche secondo che la NBA rende ufficiali e uniche grazie alla tecnologia blockchain. La strategia di marketing legata a questi NFT si basa sul principio di scarsità: più un highlights è limitato (comune, raro o leggendario), più il prezzo sale facendo schizzare l’asta degli appassionati a cifre da capogiro.

Con un 2021 proficuo alle spalle e un 2022 incerto ma – come dicono in tanti – probabilmente promettente, ha senso investire in NFT? Questa è la vera domanda che si fanno tutti ma, ovviamente, non abbiamo una risposta: sicuramente l’anno appena iniziato vedrà un’espansione ancora più ampia dei non-fungible token e battere il ferro finché è caldo può essere una buona idea. Certamente sentiremo parlare molto di blockchain in relazione al metaverso e al mondo dei videogiochi e non mancheranno i rischi connessi, ma potrebbe essere conveniente restare costantemente aggiornati su questo tema e sulle eventuali possibilità di business ad esso connesse.

E voi, cosa ne pensate?

Fonti: il Post, Punto informatico, La Gazzetta del pubblicitario

Credits Immagini: Network vector created by pikisuperstar – www.freepik.com

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